"La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l'uno detto di san Martino, l'altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune." Così descrive Manzoni il Resegone nelle prime righe della sua celeberrima narrazione.
La via d'accesso più facile a questa vetta celebrata dal nostro vate è il sentiero 571 che ne risale il declivio erboso settentrionale (partenze da Morterone, dalla Forcella d'Olino o da Brumano, vedi l'itinerario). Ma per conoscere davvero da vicino quei molti "cocuzzoli in fila" è opportuno confrontarsi con le più difficoltose ma spettacolari Vie delle Creste, occidentale e orientale. Si propone qui un'escursione ad anello, un poco lunga e faticosa, che percorre all'andata la cresta orientale del Resegone per poi tornare a valle con il facile sentiero di salita classica.
Punto di partenza è Brumano (m911), nell'alta Valle Imagna. Si parcheggia nei pressi della Chiesa. Il sentiero parte proprio dal piazzale sopraelevato della chiesa, e va a salire alle sue spalle lungo dei bei pascoli. Intercettando varie volte una asfaltata, si giunge al limitare del bosco; seguendo indicazioni talvolta non troppo evidenti, ce ne si immerge con un sentierino pianeggiante che, in qualche decina di minuti, ci conduce sulla spalla rocciosa del Passo La Porta (m1126, h0.45). Un altro tratto simile ci separa dalla Passata (m1244, h0.30), importante punto di valico fra il lecchese e la bergamasca, un tempo affollato dai "pendolari" bergamaschi della Valle Imagna che andavano a lavorare nelle acciaierie di Lecco. Ma il passo racconta una storia ancora più antica: ancora oggi vi dimora un cippo di confine, su cui è inciso "Stato di Milano" da una parte, e "Stato Veneto" dall'altra.
E' proprio dalla Passata che inizia la Via delle Creste. Il cammino si fa subito disagevole: il sentiero è stretto e ripido, e più volte va a inciampare in divertenti placche rocciose, per superare le quali è disposto qualche catena metallica. Giunti su un primo poggio, panoramico su lecchese e Valle Imagna, ci si apre di fronte la visione della bastionata della Cima Quarenghi, la cui risalita costituisce il punto più faticoso e pericoloso dell'intera traversata. Il sentiero, infatti, poco più che una traccia, risale ripidamente fra guglie rocciose e scivoli erbosi, facendosi ben presto esposto e aereo (vietate le vertigini!).
Una volta conquistato lo spazioso poggio erboso della Cima Quarenghi (m1537, h1.00), l'itinerario si fa quasi pianeggiante e privo di pericoli, lasciando la possibilità di godersi i panorami via via più ampi e le viste sui torrioni del Resegone. Torrioni che in parte si scavalcano, in parte si aggirano sul versante nord-orientale, rischiando di lasciare un po' deluso chi si aspetti un sentiero sempre sul filo di cresta.
La salita è spettacolare ma ancora lunga, e anche la vista del Rifugio Azzoni, in apparenza vicino, è fuorviante. Lo si raggiunge dopo un lungo diagonale che scende sulla destra, risalendo poi "scalando" qualche breve e facile roccetta. Compenso ultimo per la fatica, il panorama su Alpi, Orobie e Brianza che si gode dal Rifugio Azzoni e dalla vetta del Resegone (m1860, h1.30).
La discesa può effettuarsi per il sentiero di salita classica, quello cioè lungo il versante settentrionale del Resegone. Dopo una mezz'ora di discesa a percorso unificato, ci troviamo ad una deviazione nel bosco, dove prendiamo a destra per Brumano. Segue qualche altra deviazione, tutte ben indicate. Dopo un'altra mezz'ora di monotono sentiero nel bosco, si esce finalmente nei luminosi prati di Brumano raggiungendo in breve la strada asfaltata già incontrata in mattinata, seguendo la quale si fa in breve ritorno alla chiesa e alla macchina (m911, h1.30).