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  RIFUGIO CHIAVENNA AL LAGO DI ANGELOGA
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La conca dell'Angeloga è uno dei posti più appartati e affascinanti della Valle Spluga. Un magnifico lago ovoidale ne occupa l'estremità meridionale, mentre sul resto della piana erbosa trovano spazio le ordinate casette dell'Alpe Angeloga e, poco distante, la grande struttura a tre piani del Rifugio Chiavenna. La conca, quando non è spazzata dai gelidi venti che di sovente vengono a passeggiare in questo luogo, si presta ad accogliere sui suoi prati gli escursionisti più pigri. Per chi ha ancora energie da consumare, però, vale veramente la pena, nelle giornate terse, di salire ancora un poco, fino al Passo Angeloga, dove la vista può vagare sulla superficie del Lago di Lei, invaso artificiale lungo ben 8 km che riempie quasi per intero la valle omonima.

Punto di partenza dell'escursione è Fraciscio, cui perveniamo con qualche stretto tornante da Campodolcino; possiamo superare il paese e portarci con la macchina fino alla località Soste, così da risparmiarci qualche minuto di cammino, dove troviamo parcheggio. Calzati gli scarponcini, procediamo sulla strada, ora sterrata, costeggiando lo spumeggiante Torrente Rabbiosa, quindi la lasciamo per cominciare a salire con più decisione lungo un largo sentiero. Usciti dal bosco, siamo introdotti in un'ampio vallone, del quale risaliamo il versante settentrionale tramite una lunga sequenza di tornanti; i panorami, fino ad ora piuttosto ristretti, cominciano ad aprirsi, e verso Est appare finalmente la mole del Pizzo Stella.

Guadagnata quota, il sentiero ci concede un attimo di respiro, strisciando a mezza costa verso Est fino a raggiungere un suggestivo intaglio roccioso; sulla destra scorre rumoroso il torrente che proviene dal Lago di Angeloga. Il passaggio può essere ostruito da blocchi di neve fino a maggio/giugno, ma sarebbe un peccato dover rinunciare proprio qui, anche perchè una scritta sulla roccia ci segnala che mancano ormai solo 10 minuti al rifugio. E in effetti ancora pochi minuti di cammino fra bei prati punteggiati da grandi massi ed eccoci arrivati ai pianori dell'Alpe Angeloga. Pochi passi e siamo al grande Rifugio Chiavenna; a 50 metri di distanza, il Lago di Angeloga, nelle cui acque si specchia il Pizzo Stella, suggestivamente imponente all'altra estremità della valle.

Come si è detto, lo sforzo di salire al Passo Angeloga è pienamente ripagato dai nuovi orizzonti che abbiamo occasione di gustare lungo il percorso. Riprendiamo a salire dunque sui prati alle spalle del rifugio, andando ad intercettare la traccia contrassegnata con segnavia C3; il pendio si fa sempre più ripido, e il sentiero, ormai panoramicissimo sulla verdissima conca sotto di noi, è costretto a descrivere sui prati tornanti sempre più stretti e accavallati. E' con un certo sollievo che, superato con una scalinata un intaglio roccioso (un cordino metallico dà sicurezza in caso di pioggia), ci affacciamo all'altopiano che ospita il Lago Nero. Se un sole caldo batte scintillante sul lago e sul Pizzo Stella, svettante al di là di un colletto erboso, l'effetto è veramente suggestivo.

Superiamo il lago sulla sinistra e andiamo a costeggiare in lievissima pendenza una lunga serie di pozze d'acqua e laghetti, finchè senza neanche accorgercene il tracciato inverte pendenza, e cominciamo a discendere dolcemente verso la Valle di Lei: siamo al Passo di Angeloga. Il lago purtroppo non è ancora visibile: ci tocca scendere dal passo per una quarantina di metri seguendo sempre il C3, finchè finalmente, nei pressi di una placca rocciosa, il Lago di Lei si mostra per intero ai nocchi occhi in tutta la sua possenza.

Curiosi i giochi diplomatici che hanno interessato la costruzione della diga: un accordo dell'aprile 1955 fra il governo italiano e quello elvetico ha stipulato la cessione di circa mezzo chilometro quadrato di territorio italiano alla Svizzera (in cambio di un'area equivalente poco più a Nord) su cui la Svizzera avrebbe potuto costruire un apparato idroelettrico (il curioso "morso" territoriale inferto all'Italia è perfettamente apprezzabile nella mappa in alto). La diga, conclusa nel 1961, alta 140 metri e lunga quasi 700, è andata a formare un bacino di 200 milioni di metri cubi lungo quasi 8 chilometri; lo sfruttamento idrolettrico delle sue acque, però, non è del tutto in mano dei Grigioni bensì, sempre in accordo ai trattati dell'aprile 1955, il 30% dell'energia prodotta è trasferita sulla rete italiana.

Ma torniamo alla nostra escursione, su cui per altro non c'è ancora molto da dire. Ammirato il panorama sul lago, possiamo far ritorno, per lo stesso itinerario, al Rifugio Chiavenna (1 ora) e da lì a Fraciscio (1.30 ore).

mappa del percorso








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località di partenza
dislivello complessivo
salita / complessivo
punti di appog. / note
consigliato / qual.foto
itinerario di cammino


rododendri sulle rive del Lago di Angeloga; sull'altra sponda, l'Alpe Angeloga e il Rifugio Chiavenna

il Rifugio Chiavenna e l'Alpe Angeloga si specchiano nel Lago di Angeloga

la conca dell'Angeloga come appare sulla salita al Passo di Angeloga

l'invaso artificiale del Lago di Lei visto dal Passo di Angeloga



descrizione del percorso
Fraciscio m1341 (Campodolcino; da Milano h2.20 km 140; da Sondrio h1.40 km 75)
700 metri per il rifugio, 1050 metri per il passo
2.00 ore / 3.30 ore per il rifugio, 3.30 ore / 5.30 ore per il passo
Rifugio Chiavenna (m2044), tel. 0343 50490, 93 posti letto / ---
* * * * *  /  * * * * *
Fraciscio m1341  >  Rif. Chiavenna al Lago di Angeloga m2044 h2.00 E  >  Lago Nero m2351 h0.40 E+  >  Passo di Angeloga m2391 h0.30 E  >  Lago Nero m2351 h0.20 E  >  Rif. Chiavenna m2044 h0.30 E+  >  Fraciscio m1341 h1.30 E
la conca dell'Angeloga come appare sulla salita al Passo di Angeloga
rododendri sulle rive del Lago di Angeloga; sull'altra sponda, l'Alpe Angeloga e il Rifugio Chiavenna
il Rifugio Chiavenna e l'Alpe Angeloga si specchiano nel Lago di Angeloga
l'invaso artificiale del Lago di Lei visto dal Passo di Angeloga




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